mercoledì 28 febbraio 2007

Campionato Volley 6° giornata di ritorno

25 febbraio 2007

Classifica

Cuneo 42
Treviso 40
Roma Volley 39
Piacenza 36
Modena 33
Trentino 33
Taranto 32
Perugia 31
Montichiari 31
Latina 23
Macerata 21
Verona 14
Vibo Valentia 12
Padova 12

martedì 27 febbraio 2007

Srebrenica: una sentenza!!!

da "Il Sole 24 ore"...



Srebrenica: fu genocidio. Ma lo Stato serbo «non è imputabile»

Il massacro di Srebrenica nel luglio 1995, quando ottomila civili furono sterminati dall’esercito serbo-bosniaco alleato di Belgrado, fu genocidio, ma questo non può essere attribuito allo Stato serbo: è quanto sostiene, in uno dei passaggi del suo lungo testo, la cui lettura è durata oltre due ore, la sentenza emessa lunedì 26 febbraio dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, secondo la quale Belgrado ha violato gli obblighi di impedire il genocidio, ma lo Stato in quanto tale non può esserne ritenuto imputabile. La Corte ha respinto la denuncia presentata dalla Bosnia contro la Serbia, accusata di genocidio per «uccisioni, saccheggi, violenze, torture, sequestri, detenzione illegale e sterminio», commessi durante la guerra dei Balcani.

La Corte, presieduta dall’inglese Rosalyn Higgins, si è pronunciata sulla denuncia presentata dalle autorità di Sarajevo, che hanno accusato il regime di Belgrado di «uccisioni, saccheggi, violenze, torture, sequestri, detenzione illegale e sterminio» di cittadini non serbi della Bosnia. All'epoca della presentazione della denuncia, non era ancora avvenuto l'eccidio di Srebrenica del luglio 1995, ma il Paese era sotto assedio e le immagini delle condizioni dei detenuti nei campi di concentramento serbi erano già tristemente note all'opinione pubblica internazionale. I giudici dell'Aja hanno ampliato il periodo preso in esame per emettere il loro verdetto e non escludere quello che è considerato il più grave massacro dopo la seconda guerra mondiale.
Per evitare una sentenza di condanna la Serbia, nel maggio scorso, aveva chiesto alla Corte di respingere la causa intentata dalla Bosnia, dopo che in più occasioni politici serbo-bosniaci avevano contestato anche la legalità e la legittimità della denuncia, poi invece confermata dalla stessa Corte dell'Aja.

Il massacro di Sebrenica è già stato qualificato come genocidio dal Tribunale penale internazionale per la ex-Jugoslavia, che è chiamato a giudicare le persone che hanno commesso crimini di guerra e contro l’umanità, anche se la morte in carcere dell’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic non ha permesso di fare piena luce nel procedimento a suo carico circa l’implicazione di Belgrado in una delle pagine più oscure della storia balcanica del ventesimo secolo. Sarajevo ha accusato il regime di Belgrado di «uccisioni, saccheggi, violenze, torture, sequestri, detenzione illegale e sterminio» di cittadini non serbi della Bosnia, la maggior parte dei quali civili. All'epoca della presentazione della denuncia, nel 1993, non era ancora avvenuto il massacro di Sebrenica del luglio 1995, quando più di ottomila tra uomini e ragazzi musulmani furono massacrati dall'esercito serbo-bosniaco, ma il paese era sotto assedio e le immagini delle condizioni dei detenuti nei campi di concentramento serbi erano già tristemente note all'opinione pubblica internazionale.

Per evitare una sentenza che prevede per la prima volta l'applicazione della Convenzione contro il genocidio, la Serbia nel maggio scorso ha chiesto alla Corte di respingere la causa intentata dalla Bosnia, dopo che in più occasioni politici serbo bosniaci avevano contestato anche la legalità e la legittimità della denuncia, poi invece confermata dalla stessa Corte dell'Aja. Ora la Serbia sarà costretta a pagare anche le riparazioni di guerra alla Bosnia. Secondo il legale rappresentante di Sarajevo davanti alla Corte, Sakib Softic, in quel caso, le parti dovrebbero avere un anno di tempo per concordare l'ammontare e, nel caso di mancato accordo, dovranno tornare davanti ai giudici. Familiari delle vittime del conflitto hanno dato vita a un sit-in all'Aja davanti alla sede della Corte internazionale di giustizia, il Palazzo della pace, in occasione della lettura della sentenza.

mercoledì 21 febbraio 2007

Campionato Volley 5° giornata di ritorno

18 febbraio 2007

Classifica

Cuneo 39
Roma Volley 38
Treviso 37
Piacenza 33
Modena 33
Montichiari 31
Taranto 30
Trentino 30
Perugia 28
Latina 23
Macerata 21
Padova 12
Vibo Valentia 12
Verona 11

domenica 18 febbraio 2007

Auguri Nonna!


(foto tratta da www.aurorablu.it)

auguri a nonna Anna......!!!


mercoledì 14 febbraio 2007

Campionato Volley 4° giornata di ritorno

11 febbraio 2007

Classifica

Cuneo 36
Roma Volley 35
Treviso 35
Modena 33
Piacenza 30
Trentino 29
Montichiari 29
Perugia 28
Taranto 27
Latina 23
Macerata 21
Padova 11
Verona 10
Vibo Valentia 10

mercoledì 7 febbraio 2007

BOBAN!!!



Auguri ad una persona fantastica...

BOBAN.....VOLIM TE!!!

Campionato Volley 3° giornata di ritorno

4 febbraio 2007

Classifica

Roma Volley 35
Treviso 35
Cuneo 33
Modena 33
Montichiari 29
Piacenza 28
Taranto 27
Trentino 26
Perugia 25
Latina 20
Macerata 18
Padova 11
Vibo Valentia 9
Verona 7

sabato 3 febbraio 2007

Assurdo!!!

Non ho parole....come si può continuare a vivevre in un mondo così???
Solo 1 precisazione:
quelli che fanno queste cose non sono ULTRAS....sono solo delinquenti!
Troppo facile banalizzare e dire che "gli ultras (o ultrà) sono teppisti ecc."

cmq...non sò cosa dire....sono sconcertata...

lascio parlare un articolo di un quotidiano..la Gazzetta dello sport....


Follia ultrà: un poliziotto ucciso

Si chiamava Filippo Raciti e aveva 38 anni l'ispettore capo della mobile di Catania morto per le esalazioni di una bomba carta gettata nella sua auto. Stop ai campionati "a tempo indeterminato"

CATANIA, 2 febbraio 2007 - Catania-Palermo, il derby siciliano anticipo della 22ª giornata di A finito 1-2, scrive un nuovo capitolo nero del calcio italiano.
Un agente del reparto mobile della Questura di Catania è morto durante scontri tra forze dell'ordine e tifosi del Catania durante il derby con il Palermo.
La vittima era l'ispettore capo Filippo Raciti di 38 anni, lascia la moglie e due figli in tenera età.

L'agente è morto alle 22.10 per arresto cardio-respiratorio a seguito delle esalazioni di una bomba carta gettata all'interno dell'auto cui si trovava. Lo si apprende dai medici del reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi dove l'ispettore Raciti, originario di Misterbianco, è deceduto. Secondo le ultime notizie un altro poliziotto versa in grave condizioni, ma non è in pericolo di vita.

La Procura di Catania ha infatti aperto un fascicolo sull'accaduto. Secondo quanto si è appreso, lo scontro sarebbe avvenuto fuori dallo stadio mentre i tifosi del Palermo entravano al Massimino. Le forze dell'ordine si sarebbero frapposte tra gruppi di ultras.

"L'agente, giunto in condizioni disperate, ha avuto un arresto cardiaco. Dopo essere stato sottoposto alle procedure di rianimazione, aveva ripreso qualche funzione vitale. Ma tutto è stato inutile", ha spiegato il direttore dell'azienda ospedaliera Giuseppe Navarria.

INCREDIBILE BILANCIO - Sarebbero un centinaio (almeno 70 poliziotti) i feriti portati al Garibaldi. L'ospedale ha dichiarato lo stato d'emergenza. Intanto il commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli, dopo un vertice ha disposto il blocco di tutti i campionati, dalla serie A alle giovanili.
"Senza misure drastiche non si riparte - ha dichiarato Pancalli -. Il campionato si ferma fino a tempo indeterminato".

Pieno il sostegno da parte del Coni alla Figc. È quanto ha assicurato il numero uno dello sport italiano, Gianni Petrucci.
Stop anche alle partite delle nazionali azzurre, sia l'amichevole di quella maggiore, mercoledì a Siena contro la Romania, sia l'amichevole dell'Under 21 martedì a Chieti con il Belgio. Decisione presa da Luca Pancalli dopo essersi consultato con i due vicecommissari Gigi Riva e Massimo Coccia.

Dettaglio paradossale e agghiacciante, la partita era stata preceduta da un minuto di silenzio per ricordare la figura di Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese, morto sabato scorso dopo una rissa allo stadio di Luzzi, al termine della partita con la Cancellese (Terza categoria).
Alle 23 circa, l'arbitro Farina, gli assistenti Scaglietti e Rossomando, e il quarto uomo, Damato, hanno lasciato gli spogliatoi dello stadio Massimino e sono saliti su un'auto per lasciare l'impianto. Alle 24 è toccato ai tifosi del Palermo.

tratto da www.gazzetta.it